25 Aprile 2010

65° anniversario della liberazione dalla dittatura fascista, liberazione che per noi è un impegno che continua!

Superficialità, autoreferenzialità, grevità, disimpegno.

4 parole per descrivere, più o meno bene, una cornice di riferimento in cui ci si accontenta di un sapere scientifico o filosofico che sia, frammentato e privo di elementi di profondità, ma che ci è sufficiente a fare affermazioni che si ammantano di oggettività, di ricerca della verità. Si riparte da storie singole, si immettono falsi sentimentalismi, si ordiscono paralleli generazionali cercando di aggirare le ragioni di un conflitto attraverso le presunte ragioni del cuore.

Nel contempo va riconosciuto che gli ideali della resistenza continuano ad essere pericolosi, direi quasi eversivi per l’ordine costituito e c’è anche chi, senza sciatteria e superficialità, usa questi metodi perché utili alla bisogna: passano gli anni, sbiadisce la memoria, approfittiamo per mettere in soffitta e coprire con lenzuola bianche idee e valori che costruiscono comunanza e possibilità storica di creare processi liberatori, di disegnare oltre che immaginare società più giuste.

Forse c’era anche solo l’idea di far cessare fame, vessazioni, umiliazioni, sfruttamenti, paura ma questa idea deve rimanere nitida e forte.

Abbiamo dunque scelto anche noi il “taglia e cuci” il “copia e incolla” il “dividi et impera” e vivisezionato un film piuttosto lungo (come direbbero alcuni) per ricordare, un ricordo che verrà corredato dal colore rosso, ma, con il dovuto rispetto, ci sentiamo sempre partigiani.

“tu ci credi che la guerra finisce presto?

Certo se non finisce la guerra, finiamo noi.

Questo non è mica vero, loro si, i tedeschi, i fascisti, quando muoiono portano via anche i vivi. Noi no, uno muore e un altro ne arriva.”

“Clinto mea so vecia e non ho più nessuno, ma voialtri tornerete a casa e potrete dire quello che avete visto, quello che avete fatto. Alla sera vi incontrerete e vi metterete a pensare: ti ricordi quella volta? Ti ricordi quell’altra volta? Ti ricordi di Cino, Tom, il Giglio, perchè vivi o morti i compagni resta sempre compagni, anche quelli che non era niente come me”

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