Per tutti coloro i quali la mattina del 25 Aprile incontrando altre persone le salutano dicendo “buon 25 Aprile”

[…] Queste nostre manifestazioni non hanno soltanto lo scopo di farci ritrovare attorno alle gloriose bandiere delle nostre brigate, per ricordare i sacrifici del popolo, per ricordare i nostri caduti ed i nostri martiri, il cui nome resterà indimenticabilmente scolpito nel cuore e nel pensiero di tutti gli italiani. Noi ci ritroviamo soprattutto per rinnovare un giuramento, un impegno, per assicurare coloro che caddero e tutti quelli che audacemente diedero l’esempio, che noi comunisti, noi garibaldini, uniti nella lotta e nel combattimento ad uomini di fede diverse, ma amanti delle libertà, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri martiri, vogliamo essere uniti anche oggi per portare avanti sino alla vittoria completa la lotta per la pace, per la libertà ed il progresso del nostro paese[…] La Resistenza non appartiene al passato della nazione, ma è una forza vivente del suo presente e del suo avvenire, essa deve continuare e continuerà sino a quando la Costituzione repubblicana, che esprime il programma e gli ideali della resistenza, sia completamente realizzata nel suo spirito e nel suo contenuto.

[…]

come ha scritto il generale Cadorna, “la grande maggioranza dei caduti diede la vita non per creare in Italia un nuovo regime di libertà, ma in nome degli ideali tradizionale: Dio, patria, famiglia”. Di fronte a tali ed altre simili falsificazioni, come ritenerci soddisfatti, come non brontolare? Molti dei discorsi celebrativi e delle trasmissioni televisive abbondano di questa retorica del sacrificio, dell’eroe senza volto tanto lontano e tanto diverso dai vivi, appunto perché è morto. Nell’esaltazione astratta della forza d’animo e della nobiltà dei caduti appare chiara la volontà di svuotare la Resistenza della sua realtà ignorandone gli ideali ed il programma. Non possiamo certo dichiararci soddisfatti né tanto meno prestarci a simili deformazioni della verità e della storia. […] No, la Resistenza non fu né un fenomeno religioso, né semplicemente la manifestazione del sublime sacrificio di un popolo e neppure soltanto un grande movimento di lotta contro lo straniero, o la rivolta dell’uomo per la salvezza dell’onore e della dignità umana. Non è lecito ignorare gli ideali, le classi, le forze sociali che furono il nerbo le forze motrici della Resistenza. […] Gli uomini della Resistenza non hanno lottato soltanto per cacciare i tedeschi, per battere i fascisti e lasciare poi le cose come prima; essi hanno lottato per dare all’Italia un altro ordinamento, un regime fondato sulla libertà e sulla giustizia, si sono battuti per un rinnovamento totale della nostra vita nazionale, per ricostruire dalle fondamenta il nostro paese.

Nel gennaio 1951, Pietro Nenni, oggi vice-presidente del Consiglio scriveva: “La Costituzione è ridotta ad un pezzo di carta che annuncia diritti quotidianamente violati dal potere esecutivo, la democrazia è ridotta a delega di potere, il Parlamento è divenuto un organismo decorativo dominato da oligarchie di interessi, l’autonomia promessa ai comuni è imbrigliata dall’arbitrio dei prefetti, l’ordinamento regionale è tuttora da attuare, i regolamenti di polizia e i codici sono ancora quelli fascisti, l’amministrazione statale è anchilosata e risponde a criteri accentratori divenuti incompatibili con la vita moderna, l’esercito e le forze armate tendono a ricostituirsi come casta, la polizia è il braccio secolare del partito al potere.” (1964) C’è forse uno solo di questi aspetti così diligentemente elencati tredici anni or sono che sia venuto meno? Sussistono tutti e ad essi si potrebbero aggiungere gli scandali che si susseguono a ritmo serrato, la corruzione che dilaga, il sottogoverno elevato a regime.

Dobbiamo ricercarci ancora lo spirito, i valori ed anche i limiti, ciò è soprattutto necessario nel momento in cui alle deformazioni storiche si accompagna la pressione revisionistica a cedere, a non essere più noi stessi, ad adattarci al conformismo dilagante.

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...