Lenin – Materialismo ed empiriocriticismo

In complesso i professori di economia politica non sono
altro che dotti commessi al servizio della classe capitalistica, e i professori di
filosofia non sono altro che dotti commessi al servizio dei teologi.
In ambedue i campi, il compito dei marxisti è di saper assimilare e rielaborare
le conquiste fatte da questi «commessi» (per esempio, voi non farete neppure
un passo nel campo dello studio dei nuovi fenomeni economici se non
utilizzerete le opere di questi commessi), e di sapere eliminare la loro tendenza
reazionaria, di saper applicare la propria linea e di sapere lottare contro
tutto lo schieramento delle forze e delle classi a noi ostili. Ed è questo che
non hanno saputo fare i nostri machisti, i quali seguono servilmente la filosofia
professorale reazionaria. «Può darsi che sbagliamo, ma noi cerchiamo»,
scriveva Lunaciarski a nome degli autori dei Saggi. Non siete voi che cercate,
ma sono gli altri che cercano voi ecco la disgrazia! Non siete voi che affrontate
dal vostro punto di vista, cioè dal punto di vista marxista (giacché volete
essere marxisti), ogni cambiamento della moda filosofica borghese, ma è
questa moda che affronta voi che vi impone le sue nuove classificazioni di
gusto idealistico, oggi alla Ostwald, domani alla Mach, dopodomani alla
Poincaré. I raggiri «teorici» piuttosto sciocchi (con «l’energetica», con «gli
elementi» con «l’introiezione», ecc.) nei quali voi credete ingenuamente, non
escono dai limiti di una scuola angusta, in miniatura, ma la tendenza sociale e
ideologica di questi raggiri è afferrata a volo dai Ward, dai neocriticisti, dagli
immanentisti, dai Lopatin, dai pragmatisti che se ne servono per i loro scopi.
anche soltanto la definizione della verità data da Bogdanov con quella data dal pragmatismo: «La verità per il pragmatista
è una nozione generale per ogni specie di valori operanti [working vaines) nell’esperienza» (ivi, p. 68).
La voga dell’empiriocriticismo e dell’idealismo «fisico» passa con la stessa
rapidità della voga del neokantismo e dell’idealismo «fisiologico»; ma ogni
volta che una di queste tendenze è in voga, il fideismo preleva sempre il suo
tributo, modificando in mille modi i suoi stratagemmi a vantaggio della filosofia
idealistica.
L’atteggiamento verso la religione e verso le scienze naturali illustra perfettamente
questo effettivo sfruttamento dell’empiriocriticismo da parte della
reazione borghese a favore della propria classe.

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