Il socialismo e l’uomo nuovo a Cuba – E Che Guevara

Ciò che è difficile comprendere, per chi non stia vivendo l’esperienza della rivoluzione, è questa stretta unità dialettica tra l’individuo e la massa, in cui entrambi interagiscono e la massa a sua volta, come insieme di individui, interagisce con i dirigenti.

Nel capitalismo si possono osservare fenomeni di questo tipo quando appaiono uomini politici capaci di spingere alla mobilitazione popolare; ma se non si tratta di un autentico movimento sociale — nel qual caso non si può parlare pienamente di capitalismo — esso durerà quanto la vita di chi lo ha messo in moto o fino al termine delle illusioni popolari imposto dalla rigidità della società capitalistica. All’interno di questa, l’uomo è guidato da un ordinamento impersonale che, in genere, sfugge alla sua comprensione. L’essere umano, alienato, ha un cordone ombelicale invisibile che lo lega alla società nel suo insieme: la legge del valore. Essa agisce in tutti gli aspetti della sua vita, modellandogli la strada e il destino. Le leggi del capitalismo, cieche e invisibili per il senso comune della gente, agiscono sull’individuo senza che questi se ne accorga. Egli non vede altro che la vastità di un orizzonte che gli appare infinito. Così lo presenta la propaganda capitalistica che pretende di ricavare dal caso Rockefeller — vero o falso che sia — una lezione sulle possibilità di successo. La miseria che è necessario accumulare perché si realizzi un esempio del genere e la somma di iniquità che implica una fortuna di tali dimensioni non fanno parte del quadro, e non è sempre possibile per le forze popolari avere chiari simili concetti. (A questo punto sarebbe opportuna una disquisizione sul modo in cui gli operai dei paesi imperialisti vadano via via perdendo il proprio spirito internazionalista di classe, sotto l’influenza di una certa complicità nello sfruttamento dei paesi dipendenti e come questo fatto attenui, contemporaneamente, lo spirito di lotta delle masse nel proprio paese; ma questo è un tema che esula dalle finalità di queste note). Al massimo si mostra la strada con gli ostacoli che, apparentemente, un individuo dotato delle qualità necessarie potrebbe superare per giungere alla meta. Il premio si intravede in lontananza: il cammino è solitario. Si tratta, per giunta, di una corsa tra lupi: si può vincere solo grazie all’insuccesso degli altri.

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